venerdì 18 novembre 2005

The Joss of the Ring


Quel gran pezzo della Joss Stone (che in 'sta foto sembra pesare 130 chili) diventa sempre più un vero mito: oltre ad essere di notevole presenza; oltre a possedere una voce soul scura, calda, quasi lasciva; oltre a cantare buona e sana musica; oltre a tutto questo la scopro essere degna rappresentate di una generazione intrisa oramai di JRR Tolkien, della sua opera, dei suoi epici personaggi o perlomeno dei loro nomi. Leggo infatti solo ora che quest'estate ella la Joss in un'intervista avrebbe fatto riferimento a "Bob Gandalf", per parlare del non esageratamente pulito Bob Geldof, il presunto salvapopoli organizzatore di concerti sedicenti benefici (spero tali). JS si è difesa appellandosi alla tenera età che la caratterizza: quando BG organizzò il primo Live Aid (alzi la mano chi non ricorda i baffetti di Freddie Mercury cantare Radio GaGa?) nel 1985, lei manco era nata. Ora, Geldof forse ha fatto per davvero del bene (credo più alla musica che all'Africa) e l'ainur tolkieniano è solo e soltanto uno stregone dal cappello puntuto che scorrazza per la Terra di Mezzo. Confesso, però, di amare senza freni il mago e la sua pipa. Latore di saggezza antica, Gandalf è padre e politico, è angelo e focartificialista, è solenne e gaudente, è un incasinato da bestia ma perfetto a pianificare, è splendida preghiera quando non lieve sollazzo. Chissà come aggrotta le ciglia quando assiste alla mia schiera di peccati; ma sempre confido mi aiuterà a fumigarli assieme alla sua erba pipa.

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