mercoledì 18 maggio 2011

sabato 19 luglio 2008

Il fascismo darwinista


Che la Spagna sia governata da persone poco equilibrate lo si sa da tempo. Ma questa dell'allargamento del diritto alla vita alle grandi scimmie è una primizia molto gustosa. La folle corsa zapateriana corrisponde al sentire postmoderno e contemporaneo: amiamo più i nostri pets che il genere umano. Probabilmente più simpatici, esentati dal dover essere intelligenti o laboriosi, i nostri animali domestici ci dànno tanto amore, ci abituano ad aver cura di un essere vivente e tutto sommato creano pochi problemi.

Sottolineo quest'ultimo punto: gli animali non discutono. Tuttalpiù comunicano stati d'animo, procurando così ai padroni emozioni di vario tipo. Non parlano e non parleranno mai, non spiegano e non spiegheranno mai; non ragionano e non ragioneranno mai. Potranno essere addestrati accuratamente, ma non è possibile confrontare la loro “intelligenza” più sofisticata con la filosofia, l'arte e la religione degli uomini.

Il trionfo del sentimento come filosofia politica è l'ultimo confine della disumanizzazione forzata - e del tutto ingiustificata - promossa da certe forze politiche e certe élite culturali, in questa fase storica rappresentate a sinistra dal progressismo socialista. L'obiettivo principale del movimento è tradurre in azione politica (istituzionale, “di principio”, finanziamenti pubblici) le idee malsane di filosofi animalisti come Peter Singer, uno che giustifica l'infanticidio perché ai neonati manca l'uso di ragione. Un discorso che fila, no?

La radice di questa devianza dal buon senso [gli inglesi dànno per scontata la bontà di questo e quindi lo chiamano common sense, letteralmente senso comune] sta però in un fare diffuso tra molti: persone che amano i loro animali e soffrono con loro, ma calpestano volentieri le più elementari regole di rispetto umano; facili alla coccola verso peluche animati, ma refrattarie alla sincerità e al coraggio; che lacrimano per una zampina inferma, ma calpestano senza pietà un “inutile” umano.

Hitler fu amorevole fino all'ultimo con la sua Blondi e un po' meno con qualche milionata di esseri umani. Figlio - degenere forse, ma sempre figlio - del darwinismo duro e puro. Ideologia da cui l'idolo dei nostri liberal pesca, cucina e porta in tavola in salsa socialista idee balzanissime, di cui converrebbe ridere se non fossero l'inizio della fine.

mercoledì 9 luglio 2008

Lei è buddista

Dal Messaggero, mercoledì 9 luglio 2008

L'intervento della Guzzanti.
Un attacco a 360 gradi contro il governo ma anche contro la chiesa e il centrosinistra. Così Sabina Guzzanti ha scaldato usando parolacce e espressioni volgari la manifestazioni di piazza Navona. Guzzanti comincia con le indiscrezioni sulle intercettazioni del premier intonando una filastrocca: «Osteria delle ministre... 'paraponziponzipò... le ministre sò maestre... 'paraponziponzipò... e se sò brave a letto figuriamoci in Parlamento... dammela a me Carfagna... le Pari Opportunità». Poi offese verso Papa Razinger: «Tra 20 anni sarà morto è andrà all'inferno dove sarà conteso da due diavoli frocissimi e attivissimi, non passivissimi».

L'ultimo affondo, che scade sempre più nel turpiloquio, è ancora contro Berlusconi e Carfagna: «A me non interessa la vita sessuale di Berlusconi, non sono una moralista; ma non può diventare ministro delle Pari Opportunità una che gli ha succhiato l'uccello». E ancora: «Berlusconi usa il viagra, questo lo sanno tutti infatti uno dei suoi nomignoli è 'presidente vaso dilatatoriò ed i suoi assistenti si chiamano "vasellinati" o "vaso dilatati"».

La comica non ha risparmiato neanche il centrosinistra, in particolare il Pd. «Perché - ha chiesto - si deve appoggiare la norma sulle intercettazioni. Vogliono rifare le scalate alle banche perchè gli stanno bene i Consorte e i Fiorani che si mettono in tasca i soldi delle vecchiette». Nel suo intervento Guzzanti ha anche raccontato di non essersela sentita di votare Rutelli sindaco di Roma, «perché anche se gli avevo fatto pubblicità sul mio blog, lui fino all'ultimo ha detto di non volere il voto della sinistra ma solo il voto dei cattolici e dei conservatori. Non volevo essere invadente...».