Talebani di una legge vecchia e mai rispettata si raccolgono per una pagliacciata a favore della morte altrui. Tronfi della propria esistenza promuovono lo sterminio di altri. Attricette nostrane sfigatelle (ben inteso proprio come chi scrive queste righe) donano la loro immensa arte per dimostrare che i pretacci e i baciabancone sono i cattivi che vogliono impedire le soppressioni legali.È bello ricordare di che tempra è fatta una delle testimonial, non perché ci si diverta a sbandierare cadute e debolezze umane, ma per scrivere a lettere cubitali quanto miseri siamo e quanto meglio faremmo a starcene buoni buoni nel nostro cantuccio. O forse (e sarebbe davvero meglio) a donare tempo e risorse e pensieri a donne cui hanno spacciato per vero che la vita umana sia reversibile e annullabile a capriccio, come il matrimonio della Pandolfi. [A dir poco delizioso il riferimento ai DICO…]
Perché vietarsi di migliorare una legge logora, generata in un periodo buio e di terrore come la fine dei Settanta, zeppo di idee sbagliate e violente, ormai in gran parte riviste e corrette dagli stessi fautori dell'epoca? Gli stessi del «vietato vietare». Gli epigoni della lotta stile Franca Rame oggi son diventati sacerdoti del culto al feticcio travestito da numerino innocente [194] o da acronimo da Neolingua [IVG].«Non toccarla», dicono. Che cosa non toccare? Una legge? Una pancia? Una ideologia? Una cricca di interessi? Una religione? Una donna? Se cominciassimo dalla vita umana e la sua dignità…
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