Sono un pessimo cremonese. Mai aggiornato sui fatti della mia città, ancor meno su quel che capita nel profondo della provincia. Ma se sotto il Torrazzo passa il Presidente della Repubblica (Italiana)... be', mica cieco fino a quel punto! Il Presidente Carlo Azeglio Ciampi, poi, non è platealmente antipatico come il predecessore, anzi direi che ispira molta simpatia. Durante la visita cremonese la simpatia della sua figura è, se possibile, aumentata. Non possiamo però nascondere una piccola gaffe (percepita solo dai locali e ampiamente perdonabile) che il Presidente ha infilato nel suo bel discorso al Ponchielli: «Avete fatto rifiorire l'arte antica dei liutai cremonesi, famosa in tutto il mondo. Altrove si moltiplicano i supermercati; da voi si moltiplicano le botteghe di liutai». Il fatto è - come sa anche il cremonese più disinformato - che il nostro territorio è cantiere di nuovi ed enormi ipermercati che stanno cambiando il volto di parte della città; e questi giungono dopo grandiose aperture spuntate qua e là nei pochi anni che ci precedono. Tutto questo fu al tempo ed è tuttora materia per i giornali locali. Consiglierei quindi al Presidente un cambio di ghostwriter.
Quello dei supermercati è stato l'unico inCiampo, per il resto grandi complimentoni. I quali non fanno che piacere e imbarazzano un po'. Definire Cremona «Splendida» come ha fatto la moglie Franca, sembra un po' esagerato. Splendida è la Piazza del Duomo, indubbiamente. Splendido è il colpo d'occhio del Teatro Ponchielli, già location di riprese cinematografiche peraltro. Ma Cremona, ammettiamolo, offre poco a confronto di altri capoluoghi. Impietosa appare poi nelle fotografie della passeggiata ciampiana l'orrenda pensilina che infesta Piazza Stradivari.
Anche il quotidiano locale più diffuso è, diciamo così, testimone del provincialismo cremonese, mitigato un poco da alcune, rare, proposte culturali di respiro internazionale. A ricordarci la sua vocazione al cattivo gusto, il numero di oggi de «La Provincia» offre pagine sulla visita del Presidente intitolandole con un asciutto «Speciale Ciampi». Era difficile inventare un titolo così brutto, quasi come «Sassate da ricordare», ma la Provola ce l'ha fatta. Anzi, ha superato sé stessa battezzando la sesta pagina così, manco fosse una puntata di Incantesimo: “Franca al suo Azeglio «Muoviamoci, amore»”. Uno schifo del genere blocca pericolosamente la digestione.
Forte e severa è d'uopo sollevare, ahimé, un'improrogabile protesta: non è concepibile, risulta quasi intollerabile, che un Presidente della Repubblica, la più alta Autorità politica, il Custode della Sacra Costituzione, Bandiera della Nazione tutta, Lui, proprio Lui, volti le spalle al Frutto più prezioso di Cremona, a Chi sul serio incarna la Nostra Città. Presidente, Lei ha incontrato tutti, il Vescovo e il Prefetto, il Presidente della Provincia e quello della Camera di Commercio, i Sindaci e i Carabinieri, Accardo e Pirondini. E allora ci spieghi, Presidente, perché ha detto no a Valentina Avanzi?
mercoledì 7 dicembre 2005
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento