Fanghiglia cristiana colpisce ancora e a firma di Maurizio Turrioni ci regala un rapido, scoordinato e falso parallelo tra Le Cronache di Narnia e Il Signore degli Anelli. L'esordio è tutto un programma: «La risposta “cristiana” a Il signore degli anelli». E questa sarebbe pure la considerazione che i critici fanno da mezzo secolo. Evidentemente Turrioni non ha letto nulla di e su Tolkien e lo ammette in via indiretta con questo incipit.
Il disastro continua: la Terra di Mezzo sarebbe «un mondo sostanzialmente dark dove l’oscurità connota ogni cosa con le sue fosche tinte». Basterebbe la sola descrizione di Lothlorien o di Rivendell per smentire questa panzana, ma se proprio non ha voglia di leggere il libro si goda, il Turrioni, le immagini del film di Jackson o delle opere di Alan Lee.
«[...] nel mondo creato da Lewis la lotta tra il Bene e il Male, per quanto aspra, ha sempre una forte componente cristiana. Lascia intravedere una luce, una speranza. E i toni di tutti i racconti sono più densi di colori.» Esercizio per Turrioni: rivedere pochi minuti dei personaggi che svariano per il film “Le Due Torri” (no, Turrioni, non è quello sulle Twin Towers...) e contare il numero di volte in cui viene pronunciata la parola “Speranza”. Si rischia la sbronza, ve l'assicuro.
La storia dei colori è poi quasi comica. Siccome il film delle Cronache è più colorato dell'opera («dark») jacksoniana, dunque Tolkien è più sbiadito e oscuro rispetto a Lewis. Per chi ha letto almeno un poco le Cronache e la Trilogia sa che tutto questo è falso, anzi andrebbe debitamente ribaltato, perché le descrizioni quasi capillari di JRRT sono del tutto assenti dall'agile parlottare di Lewis. Consegnando (debitamente peraltro) le prime al genere della favola, e la seconda a quello dell'epica.
L'articolo, poverissimo e inutile, continua e non riesce a combinare ulteriori danni. Senonché, nel riquadrino a lato ci dona l'ultima perla che fa intendere quanto poco il Turrioni sappia sull'argomento: «A differenza del germanista Tolkien, Lewis fu studioso di letteratura latina e cultura medievale.» Tolkien non fu germanista e di sicuro la sua opera, se qualcuno l'avesse letta, dimostra forse fin troppo quanto il Professore fu amante del suo lavoro di linguista.
Fanghiglia poteva risparmiarsi questa uscita o mascherarla un pochetto da critica cinematografica, senonché doveva pur supportare la sua iniziativa commerciale: ti presenti con Fanghiglia orgogliosamente in mano e addirittura uno su quattro non paga. Mizzica!
In definitiva, Turrioni e il giornale che lo pubblica non riescono a cogliere la differenza tra il romanzo che fa da scaturigine e il prodotto ultimo cinematografico, non si distinguono Jackson da Tolkien, né Adamson da Lewis. Cosa otteniamo? Un'idea completamente falsa della Triologia e della Terra di Mezzo in genere; una decristianizzazione invereconda di Tolkien e della sua opera; una inutile cristianizzazione delle Cronache, che sono investite di un ruolo catechetico che non vogliono avere.
Che ne penso del film (che ho visto due volte)? Che ne penso del romanzo (che mi hanno provvidenzialmente regalato)?
Alle prossime puntate... :-)
mercoledì 11 gennaio 2006
Iscriviti a:
Commenti sul post (Atom)
Nessun commento:
Posta un commento