mercoledì 20 febbraio 2008

Volo basso

Si vola bassissimo, un po' tutti. Anche il fervore e lo stile veltroniano rappresentano una scorza per coprire la solita polpa. Berlusconi e Fini (con la partecipazione di un Maroni) che parlano solo di tasse e poco altro. Preparano le grandi intese per attaccarsi al potere e dire addio ad una politica che voli un pelo più in alto. Perché lasciare un tema dirimente come l'indipendenza energetica in mano a Casini [che delude per poca lungimiranza strategica]? Perché rifiutare la lista di scopo di Giuliano Ferrara, mortificare il dibattito e non liberare il grande partito da una questione “di coscienza” cui si chiede solo un po' di spazio e nessun potere? Quali paure attanagliano i grandi capi?

Stiamo diventando pienamente europei perché anestetizziamo le grandi questioni, non certo perché stiamo guadagnando una statura internazionale e continentale. Le miserie della nostra politica (Alitalia e rifiuti campani tra i tanti) si cominciano a guarire Rialzando le coscienze e Facendo un buon lavoro, anche di serio dibattito verso le urne.

Speriamo sia l'ultima volta che si vota con questa povertà di idee. Speriamo si facciano le primarie nel centrodestra e che i Democratici dicano se hanno un'anima o solo un candidato premier. Si sente odore di prima repubblica. Ma non 1948, vittoria della democrazia; non 1950, ricostruiamoci; non 1960, boom e partecipazioni statali; non 1970, la notte. Ma 1980, il grande debito e la gabbia di Éowin.

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